Che idea geniale la cassa self service dei supermercati!

Chi l’ha inventata avrà sicuramente pensato al tipico cliente che vive in una grande città: sempre di fretta, pochi minuti a disposizione per lo shopping, incline a innervosirsi anche per qualche secondo di attesa. E invece con il self service check-out tutto si svolge in un paio di minuti. Col cavolo! Dopo 5 anni di vita londinese, continuo a essere impedito con la cassa self service.

Faccio appena in tempo a poggiare il cestino sul ripiano, che la voce metallica inizia a sbraitare: “unexpected item in the bagging area”. Controllo bene, ma il ripiano dove imbustare i prodotti è vuoto. Sollevo il cestino, lo riappoggio e la donna robotica riprende: “Unexpected item in the bagging area”. Mi guardo intorno e vedo che gli altri clienti passano i loro articoli lungo lo scanner e imbustano con grande facilità. Una ragazzina sui 14 anni, che occupa la cassa vicina alla mia, mi accenna un sorriso e mi fa: “You put your basket on the wrong side”.

Rosso dalla vergogna, sposto il carrello da destra a sinistra e inizio a passare i prodotti davanti al lettore del codice a barre. Tutto procede speditamente, finchè non arrivo ai prodotti senza codice a barre. Ho tra le mani un pezzo di pane. E ora questo come lo addebito? “Search for your item” si legge sullo schermo. Cosa cerco? Digito sulla tastiera virtuale bread ma mi compaiono pezzi di pane che potrebbero sfamare tre famiglie intere. Cerco piece. “Item not found” mi fa sapere il monitor. Il mio bagaglio lessicale è già esaurito. L’assistente del supermercato mi vede in difficoltà, si avvicina, e clicca con tranquillità sull’immagine di un prodotto completamente diverso. Mi spiega che l’articolo che ho in mano non è stato ancora caricato nel sistema ma ha lo stesso prezzo dell’articolo su cui ha cliccato lui. Ok, fair enough.

Dopo che ho addebitato tutti gli articoli, mi compare sullo schermo la scritta “did you add any bag?”. Le buste per la spesa nei grandi supermercati di Londra costano 5 centesimi l’una. Esito un attimo: la busta effettivamente l’ho presa. Che faccio, imbroglio? Mi vergogno di me stesso per il pensiero e clicco per addebitarmi la busta della spesa.

Procedo al pagamento e clicco l’opzione cash. Frugando nel portafoglio mi rendo conto di non avere abbastanza contanti. E allora clicco sulla casella “Pay by card”. Non succede nulla, in compenso la luce del dispensatore di banconote continua ad abbagliarmi a intermittenza. Mi ostino a premere ossessivamente su “Pay by card” come uno psicopatico. Alla fine la voce robotica per disperazione mi risponde “Please wait for assistance”.

Mi giro per cercare il ragazzo di prima, ma sta aiutando un altro cliente. Passano diversi minuti e intanto la donna robotica è andata in tilt. Ripete “please wait for assistance” ogni 10 secondi.
Finalmente arriva il customer assistant a esorcizzare il robot. Pago con la carta e dopo dieci minuti di lotta serrata mi allontano dal supermercato.
Mentre esco controllo lo scontrino e mi salta all’occhio una voce strana. £0.20 carrier bags. Per sbaglio ho cliccato 4 buste invece di una. Ho regalato 0.15 centesimi a Mister Morrison.