Quali sono le parole che non riusciamo a pronunciare in inglese?

Sono tante, ovviamente. Ma le insidie maggiori si nascondono nelle frasi apparentemente più semplici. Quelle che usiamo tutti i giorni, che biascichiamo sotto voce, per paura di fare una brutta figura.

Ecco le 3 parole che avete scelto.

3. February /ˈfeb.ru.ər.i/ febbraio (6 voti). Le presenza di due r in due sillabe contigue fa inceppare la lingua. Ho sentito anche qualche madrelingua inglese incartarsi con il mese di febbraio. Siamo in buona compagnia, quindi. Parole simili, che presentano la stessa difficoltà sono observatory e prerogative

2. Beach //biːtʃ/: spiaggia (8 voti)  Che c’è di difficile? – vi starete chiedendo. Ce lo spiega Giuseppe: “Temo che non riuscirò mai a indicare una spiaggia senza offendere il genere femminile”.  La somiglianza con la parola bitch (/bɪtʃ/), che non richiede traduzione, è notevole. L’unica differenza sta nella quantità della vocale. Per cui allungate la iiiiiii quanto più possibile per evitare equivoci. Giovanna dice di aver risolto usando seaside invece che beach. Lo stesso problema presenta la coppia  sheet/shit  

1.Thursday  /ˈθɜːz.deɪ/  (15 voti). “Per fare prima la pronuncio Fersday” ci dice Anna. L’insidia principale sta nel confondere Tuesday con Thursday. Alessandro ammette che ogni volta che deve dire giovedì in inglese deve specificare “the one after Wednesday”. Mentre il consiglio più divertente per pronunciare martedì viene da Damiano: “quando pronuncio Tuesday immagino di fare uno starnuto: thcu..sday”. Efficace, no? Per Thursday, invece, ci vuole solo tanto esercizio: lingua tra i denti e prove davanti allo specchio.